Un approccio data-driven per territori più sostenibili

Come affiancare le Amministrazioni nell’elaborazione di politiche green misurabili e in grado di evolvere nel tempo

 

È da tempo un punto di attenzione. Ora è diventata urgenza e massima priorità. La corsa per la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera passa su due principali corsie. Da una parte il contenimento dell’impatto ambientale dell’industria, dall’altra la riduzione dell’inquinamento dei territori e delle città.

A chi è in capo la responsabilità di definire la rotta nella transizione verso il green? È naturalmente la Pubblica Amministrazione, centrale e locale, ad avere un ruolo primario di guida nel creare le condizioni affinché avvenga questo cambiamento: nella filiera industriale, agevolando la realizzazione di catene produttive più sostenibili, nei centri abitati e nelle aree urbane, attraverso politiche legate alla mobilità e all’urbanistica in primis. Sono infatti i centri abitati e le grandi aree urbane uno degli attori protagonisti, perché lì si concentra il 75% delle emissioni globali di gas serra.

La riprogettazione degli spazi, la trasformazione degli edifici in ottica di risparmio energetico e la riorganizzazione dei trasporti diventano quindi fondamentali per un’evoluzione verso territori più verdi e sostenibili. 

Uno scenario in rapida formazione, ancora molto frammentato e guidato principalmente dalle istituzioni comunitarie e nazionali con iniziative, normative e stimoli economici - su tutti lo European Green Deal ratificato da Bruxelles a dicembre 2019, i 78 miliardi di euro previsti per la transizione verso un'economia sostenibile nell’ultimo Recovery Plan che, non a caso e ci piace ricordarlo, poggia sull’iniziativa Next Generation EU, e la recente creazione del nuovo Ministero per la Transizione ecologica. Un insieme di interventi che punta a realizzare un’Unione Europea più verde e digitale, trasformandola nel primo blocco di Paesi a impatto climatico zero entro il 2050. 

 

Una nuova cultura di condivisione del dato

Gli interventi legati alla trasformazione ecologica del territorio sono ampi e diversificati, ma è fondamentale che siano guidati da un elemento cruciale per tutti i diversi segmenti che richiedono una riorganizzazione dei flussi: il dato. È sulla sua raccolta, interpretazione e governo che Dedagroup Public Services si è specializzata. 

 

I dati, la loro aggregazione da fonti eterogenee apparentemente non correlate e la capacità di creare relazione e interazione tra essi, sono infatti il fattore chiave indispensabile per abilitare le Pubbliche Amministrazioni a prendere decisioni i cui effetti siano misurabili e condivisi.

 

Ed è proprio qui che l’approccio adottato e le scelte tecnologiche fatte giocano un ruolo determinante. 

La capacità di gestire il dato si fonda su tre principali pilastri: da un lato le tecnologie per la raccolta e l’analisi, dall’altro - ma non meno importanti - le metodologie da seguire per far sì che i dati siano “aperti”, facilmente accessibili e leggibili da software, come da linee guida nazionali ed europee. A questo si aggiunge la capacità di interpretare e quindi usare i dati aperti per sviluppare nuovi servizi che rappresentino un valore non solo per chi li eroga ma anche per chi ne fruisce.

È in questo contesto che diventa imprescindibile l’adozione di una nuova cultura di condivisione del dato. La quantità di dati generati da un territorio, o meglio dalle tante realtà pubbliche e private che lo compongono, infatti, è immensa. Spesso, però, la loro qualità e la mancanza di una visione d’insieme li rende molto meno utili di quello che potrebbero essere. Per i decisori pubblici è quindi urgente prendere consapevolezza del fatto che serve sapere come scegliere i dati, come ripulirli, correlarli e analizzarli, nonché mantenerli aggiornati. Questa è la base per definire delle politiche di transizione green efficaci, in grado di evolvere rapidamente nel tempo.  

 

Open Innovation nella lotta contro l’inquinamento

Insomma, il futuro digitale dipende dalla capacità di valorizzare il patrimonio di dati e relazioni esistenti, arricchendolo ed integrandolo con fonti esterne. Su questo concetto si fonda l’approccio aperto e circolare all’innovazione messo in messo in campo da Deda Group insieme a Fondazione Bruno Kessler (FBK) , nell’ottica di far interagire armonicamente tutte le proprie competenze.

 

Il Digital Hub è la sintesi del modello di Open Innovation di Deda Group, punta alla creazione di soluzioni software e modelli per  l’interoperabilità dei dati e dei servizi per il territorio, i cittadini e la comunità.

 

Questo processo di Open Innovation, trasversale alle diverse realtà del Gruppo, viene adottato da Dedagroup Public Services per offrire ai clienti strategie che rispondano in modo completo e coerente alle esigenze digitali consuete o a quelle emergenti, dalle necessità di gestione “corrente” a quelle più innovative e di frontiera. Soluzioni che soddisfano le necessità legate a progetti e territori più o meno grandi, interconnettendo servizi e dati.
Come SMASH (Sustainable Mobility Analysis as Service Hub), la piattaforma realizzata grazie al finanziamento di EIT Climate-KIC e con la collaborazione di AESS, FBK e Betterpoints, per migliorare l'analisi dei dati territoriali e promuovere la mobilità sostenibile, che è stata adottata come progetto pilota da 10 città europee. 

La piattaforma raccoglie e analizza le informazioni prodotte da sensori GPS relative agli spostamenti delle persone e dei mezzi pubblici. Ciò permette ad Enti Locali, start-up e aziende pubbliche e private di utilizzare questi dati sia per ottimizzare servizi già erogati (come ad esempio la ripianificazione dei tragitti e degli orari dei mezzi di trasporto pubblici) sia per svilupparne di nuovi (come quelli nati dall’integrazione dei dati sugli spostamenti con le informazioni sulla qualità dell’aria, la temperatura e l’inquinamento acustico delle strade). A questo si aggiunge la possibilità di verificare in tempo reale l’efficacia delle strategie adottate
Sì, perché - secondo la Commissione europea - l’inquinamento atmosferico è attualmente la più grande fonte di rischio ambientale per la salute umana. In quest’ottica la verifica immediata della bontà delle soluzioni messe in campo dalle Pubbliche Amministrazioni - e la loro pronta correzione data driven - è fondamentale.

Un marketplace di dati per città a impatto zero

Questo approccio che parte dai dati e guarda alla transizione dei territori verso il green si concretizza in diverse iniziative, nazionali ed europee, a cui ha preso parte Dedagroup Public Services. Un esempio è MADAME che, insieme ad altri tre progetti sviluppati da altrettante realtà italiane e spagnole, è stato selezionato nell’ambito del bando triennale Cross KIC Sustainable Cities per la città di Madrid, promosso dallo European Institute of Innovation & Technology (EIT) tramite Climate-KIC e EIT Digital. Il progetto ha l’obiettivo di creare piattaforme di raccolta e di elaborazione dei dati relativi ai temi dell’ambiente, dell’energia e della mobilità, favorendo la moltiplicazione di iniziative, anche private, in grado di ridisegnare e trasformare la capitale iberica, rendendola a impatto zero entro il 2030. 

La realizzazione di un marketplace di dati offrirà infatti alla Pubblica Amministrazione informazioni utili per la definizione delle politiche pubbliche e per il monitoraggio dei loro effetti sul territorio e sulla società, abilitando così la trasformazione profonda della comunità.

MADAME incrocia tanti soggetti che cercano di trovare soluzioni sistemiche per migliorare la sostenibilità della capitale spagnola e li interconnette tramite uno spazio comune di dati in cui sono coinvolti Pubblica Amministrazione e aziende private. In questo senso il progetto e, più in generale l’iniziativa Cross KIC Sustainable Cities, si propone come benchmark non solo per le soluzioni tecniche elaborate, ma anche per i modelli di finanziamento e di coinvolgimento della cittadinanza. 

Partire dai dati georeferenziati per ridurre l’impatto sull’ambiente

Le tecnologie e metodologie di Dedagroup Public Services trovano applicazione anche in realtà geograficamente più limitate e su progetti più verticali. L’approccio adottato, che si basa su una strategia data-driven, consente infatti l’elaborazione di progetti replicabili e di politiche condivise, che sono in grado di coinvolgere le grandi aree metropolitane come i piccoli comuni, generando effetti a lungo termine anche in un territorio come quello italiano, caratterizzato da una fitta presenza di centri abitati di dimensioni limitate.

La condivisione dei dati all’interno dello stesso Ente diventa così un elemento essenziale per mettere a fattore comune le informazioni e migliorare, da una parte, la gestione energetica degli edifici e, dall’altra, per elaborare politiche volte a favorire una mobilità più sostenibile.

Ciò è possibile anche grazie all’utilizzo di tecnologie come GeoNext, una piattaforma che mette a disposizione modelli di lettura e di interpretazione dei dati georeferenziati. Questa suite di analisi e visualizzazione delle informazioni territoriali si inserisce all’interno di Next, l’ecosistema di soluzioni e servizi pensato da Dedagroup Public Services per gli Enti Locali impegnati a innovare i propri processi. Grazie all’esperienza sulla transizione energetica sviluppata con i progetti Sunshine e Accent, oggi GeoNext permette la condivisione dei dati geografici utili allo sviluppo di servizi innovativi e interoperabili, per offrire un insieme di strumenti con cui abilitare un vero risparmio energetico a beneficio di tutta la comunità. Ne è un esempio di applicazione recente il bilancio energetico territoriale di FinAosta che si basa proprio su questa soluzione.

A Ferrara, invece, i progetti Air Break e Landscape Metropolis puntano a rendere la mobilità più green all’interno della città. Il primo, finanziato nell'ambito del programma europeo delle Urban Innovative Actions (UIA), si basa su un approccio data-driven per pianificare interventi di contenimento dell’inquinamento, come la realizzazione di piste ciclabili e la creazione di aree verdi. Il secondo fornisce all’azienda di trasporti pubblici dati che permettono di calibrare al meglio tratte e frequenza dei passaggi. Una soluzione che si presterebbe molto bene ad essere adottata anche per il monitoraggio in tempo reale dell’affollamento dei mezzi pubblici, dato che in periodo di distanziamento sociale è quanto mai prezioso.

 
 

Luigi Zanella
Head of business innovation & development

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