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Essere umani nell’era digitale e dell’automazione

I mestieri del futuro e l’organizzazione del lavoro

 

Essere umani in un ecosistema lavorativo dominato dall’incedere dell’innovazione non è semplice. L’alba di questa quarta rivoluzione industriale cambia velocemente le richieste del mercato. L’evolversi delle tecnologie e dei nuovi servizi che queste abilitano pongono sfide nuove che richiedono competenze diverse da quelle utilizzate finora. 

Una ricerca condotta da Gartner nell’ambito delle Risorse Umane pubblicata quest’anno, disegna uno scenario in rapida trasformazione. Negli ultimi quattro anni il numero di competenze richieste per lo stesso profilo professionale è aumentato del 10 per cento ogni anno e, nel futuro prossimo, più della metà della forza lavoro avrà bisogno di nuove skill per svolgere le proprie attività con successo. La stessa ricerca sottolinea, infatti, come in un lasso di tempo così breve, una competenza su tre presente in un annuncio di lavoro in ambito IT, finanziario o commerciale, sia già diventata obsoleta.

 

Re-skill, Up-skill...Soft-skill

 

È chiaro, dunque, che ci troviamo di fronte ad una carenza di “competenze aggiornate” nel mondo del lavoro che potremmo quasi definire fisiologica, dettata dalla rapidità dell’innovazione: le professionalità non sono sempre in grado di sfruttare appieno le opportunità che la digitalizzazione offre. 

Tutto questo pone le aziende di fronte a una duplice necessità. Innanzitutto, devono aggiornare le competenze delle proprie persone rispetto ai ruoli che ricoprono. E, in secondo luogo, devono fare sì che ne vengano sviluppate di nuove per rispondere alle attuali esigenze del mercato.

C’è la necessità di colmare lo skill gap, che spesso è un digital skill gap

Alcune delle competenze che richiedono aggiornamento sono di natura tecnica, necessitano di tempo per essere sviluppate ma seguono uno schema di apprendimento consolidato e sicuro. Ce ne sono altre, invece, riconducibili maggiormente alla sfera comportamentale e relazionale: le cosiddette soft skill, il cui insegnamento non è banale. Risulta infatti essere più impegnativo formare le persone su questi aspetti rispetto a competenze squisitamente tecnologiche. 

Le soft skill hanno certamente una parte di predisposizione personale ma per altri versi possono essere apprese e l’unico modo per acquisirle è attraverso l’esperienza sul campo

Le aziende hanno maturato la consapevolezza di aver bisogno delle soft skill molto più che delle competenze tecniche, perché queste sono diventate cruciali per sopravvivere in un mercato del lavoro che oggi è, e sarà sempre di più domani, il mercato dell’automazione.

 

Automazione e nuove professioni

L’ultimo report sul Futuro del lavoro redatto dal World Economic Forum sostiene che, entro il 2025, 85 milioni di posti di lavoro potrebbero essere sostituiti dalle macchine. Quella che sembra una brutta notizia, sulle prime, è compensata da un altro dato dello stesso report.  

Entro il 2025 e con l’avvento dell’automazione potrebbero emergere 97 milioni di posti di lavoro legati a nuove professionalità, più adatte all’integrazione tra macchine, esseri umani e algoritmi, che dovranno essere supportati da soft skill.

 

Deda Group e l’apprendimento continuo e intenzionale

 

In questo contesto in rapida evoluzione, stiamo lavorando alla costruzione della Deda Group del futuro. Si tratta di un lavoro complesso, che coinvolge aspetti organizzativi e culturali e che si fonda fortemente su come le persone agiscono e interpretano il proprio ruolo

Quest’anno abbiamo lanciato in Italia il nuovo modello di Lavoro Agile, a cui ha già aderito oltre il 90% della popolazione aziendale avente diritto, e stiamo lavorando per esportare lo stesso progetto anche nelle nostre sedi estere, Messico e Stati Uniti in primis. Si tratta di un’importante tappa nel processo che punta alla creazione di un Blended Workplace. La riorganizzazione delle attività lavorative, in un’alternanza flessibile tra casa e ufficio, sarà infatti accompagnata da una riprogettazione degli spazi aziendali che, nei prossimi mesi, si trasformeranno in luoghi di condivisione e di co-progettazione per favorire i momenti di interazione, confronto e crescita. Deda Group diventerà così un luogo di lavoro in equilibrio tra spazio fisico e virtuale, in cui sia possibile creare valore attraverso strumenti più fluidi e meno legati ai concetti di spazio e tempo e in cui ogni persona sia il primo owner dei propri progetti e risultati.  

 


Un’evoluzione organizzativa che porterà anche ad un cambiamento culturale: la responsabilizzazione di ogni singola risorsa favorirà infatti lo sviluppo di un senso di leadership diffusa, una delle principali competenze che, secondo il World Economic Forum, saranno richieste sul lavoro nel 2025. È proprio in vista di quel futuro che stiamo lavorando perché tutte le nostre persone costruiscano l’impianto di skill necessarie per essere i professionisti di domani. A tal fine, abbiamo elaborato un ampio programma formativo che coinvolge tutte le nostre persone.

L’apprendimento diventerà un tassello fondamentale della strategia di crescita delle aziende. Si stima che nei prossimi anni quasi la metà dei professionisti necessiterà di reskilling ogni sei mesi, o anche meno . La formazione non può che essere, quindi, continua e l’apprendimento deve essere intenzionale e consapevole. Bisogna saper trasformare ogni esperienza in un'opportunità per imparare.


Già
 nel 2017 - anche se eravamo meno consapevoli di oggi - abbiamo cominciato a definire le iniziative che vanno sotto il nome di (Y)Our Dedagroup Training and Culture. Il nostro programma di formazione continua per lo sviluppo di una cultura aziendale condivisa prevede, tra le varie proposte, una E-Academy FIT Talk e Tech Talk, momenti di confronto informale e interattivo con studiosi, professionisti o colleghi che mettono a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze. Questo perché in Deda Group crediamo che l’interazione e la condivisione siano fondamentali per continuare ad evolvere. Per questo motivo abbiamo progettato una nuova iniziativa, Excellence, che vuole essere un progetto trasversale al Gruppo per condividere visione, valori e identità e disegnare l’evoluzione futura di Deda Group con il contributo di tutte le Deda People. 

 
 

Una cultura d’impresa condivisa

 

(Y)Our Dedagroup Training and Culture è un orizzonte condiviso, il voi che diventa noi. È il percorso verso una cultura d’impresa collettiva, caratterizzato da uno stile, da un’attitudine all’allenamento costante all’eccellenza, al saper fare e al saper essere. Solo così possiamo generare quel business value importante per noi e imprescindibile per il cliente. 

Le persone sono il nostro asset principale e la crescita di Deda Group è strettamente correlata alla crescita delle nostre persone e alla valorizzazione delle loro competenze.

Con questo obiettivo, da ormai quattro anni organizziamo (Y)Our Masterun vero e proprio acceleratore di sviluppo personale e professionale. Si tratta di un percorso formativo ideato dalle Deda People per le Deda People, in cui i nostri talenti possono allenarsi al senso critico che devono prima far loro e, poi, portare sul mercato. Le nostre persone, così, possono evolvere, rinforzando le proprie competenze trasversali e la voglia di fare squadra, ed esercitando la capacità di risolvere i problemi interni e quelli dei clienti.  Un approccio, questo, che riguarda anche i più giovani. Dal 2017, abbiamo infatti messo a punto la Dedagroup Digital Academy, una vera e propria scuola d’impresa nata per formare i professionisti del futuro, fornendo loro gli strumenti necessari a sviluppare quelle competenze che sono ora richieste dal mercato del lavoro  

La nostra idea di formazione 
delle risorse umane si riassume quindi in quattro punti cardine: 

  • coltivare i talenti, valorizzando le caratteristiche di ognuno; 
  • cercare l’eccellenza oltre la performance; 
  • sviluppare una cultura comune basata sull’apprendimento continuo e intenzionale; 
  • creare e distribuire valore caratterizzante Deda Group e differenziante per il cliente.

Il saper fare non può prescindere dal saper essere, da come esprimiamo il nostro ruolo dentro e fuori l’azienda. Da come siamo professionisti a tutto tondo. L’elemento differenziante è la competenza umanistica, la capacità di integrare la skill tecnica al modo di porsi nei confronti del mondo esterno e dell’azienda, affinché ogni azione abbia un collegamento profondo con i valori aziendali. 

 

Valentina Gilli
Director Human Resources