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L’AI entra nel quotidiano della consulenza finanziaria

Dati e tecnologia trasformano il wealth management. Per un approccio personalizzato, calato sulle esigenze del cliente finale

 
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Laura Cravanzola
Market Line Manager
 

Il mondo del wealth management sta cambiando. L’instabilità e volatilità dell’attuale scenario macroeconomico influiscono negativamente sulla fiducia degli investitori, non solo verso il mercato finanziario in generale, ma anche nei confronti delle proprie capacità di gestione patrimoniale. Con la conseguenza di modificare le preferenze e abitudini di investimento.

Nell’ultimo decennio avevamo assistito alla nascita e crescita di nuovi operatori online che offrivano soluzioni di investimento a basso costo e fai-da-te. Ora stiamo osservando un’inversione di tendenza. Tra gli investitori, specialmente in Italia, è sempre più diffusa la sensazione di non essere sufficientemente consapevoli in ambito finanziario. Secondo l’EY Global Wealth Research Report 2023, il 57% degli italiani pensa che, nel corso degli ultimi due anni, la gestione finanziaria sia diventata più complicata; la percentuale scende al 48% a livello europeo. Solo il 52% degli italiani, inoltre, si dichiara preparato in modo adeguato a raggiungere i propri obiettivi finanziari; la media europea è del 62%.



Tra gli investitori emerge quindi in modo sempre più netto la volontà di essere affiancati nelle proprie scelte: oltre la metà delle persone intervistate da EY sostiene di avere bisogno di un più elevato livello di assistenza su tutti i servizi finanziari; nel caso dei Millennials la percentuale sale all’85%.

Si potrebbe pensare che questi siano segnali negativi per il mondo del wealth management, ma in realtà non è così. Le nuove tendenze aprono ad opportunità uniche, non solo nel private banking, rivolte agli investitori di alto profilo, ma offrono soluzioni di ottimizzazione anche nel retail banking, verso piccoli e medi investitori, fino alla capacità di gestire i patrimoni finanziari di singoli gruppi o famiglie imprenditoriali.

 
 

Mai come oggi gli investitori comprendono a tutti i livelli le accelerazioni e le complessità nel mondo del wealth management per la gestione di piccoli e grandi patrimoni. La consulenza è di nuovo al centro e, così, le relazioni personali e i servizi disegnati sulle esigenze del cliente.

 

L’intelligenza artificiale come strategia

 

L’aspetto umano e personale torna quindi ad essere un fattore differenziante. Questo non vuol dire che il wealth management possa fare a meno del digitale, anzi. È proprio grazie al supporto delle tecnologie più avanzate che la relazione tra l’operatore finanziario e il suo cliente si fa più intima e personale. L’intelligenza artificiale entra in campo e apre nuovi orizzonti per tutta la gestione patrimoniale.

 



Parlando dell’AI e del suo impatto sul mondo finance, Gary Gansler (Presidente della Securities and Exchange Commission) ha affermato: “Artificial intelligence truly is one of the most transformative technologies of our time”.

Può sembrare una frase quasi banale, scontata, ma non è così. Ciò che si cela dietro queste parole è la consapevolezza che l’AI possa imprimere, nel mondo finanziario, un cambiamento molto più profondo di quanto non abbiano fatto altri sviluppi tecnologici del nostro tempo: più del cloud, di internet o del mobile, per esempio.

 
 

Una delle ragioni di questa potenza trasformativa è il suo essere così pervasiva: l’AI può influire su tutte le fasi della catena del valore e su tutte le aree di un istituto finanziario. È molto più di una semplice tecnologia: è una strategia, un’opportunità a 360 gradi.

 

Ecco perché l’AI può ricoprire un ruolo fondamentale nella gestione degli asset finanziari, non solo da un punto di vista tecnico, con l’automazione di processi complessi, ma anche in senso strategico. L’intelligenza artificiale può arrivare dritto al core business, trasformando la relazione tra gestore e cliente finale.

 

Una consulenza cucita sulle esigenze del cliente

 

La sfida si gioca nel campo dei dati. Per banche e istituti finanziari è indispensabile saper sfruttare il proprio patrimonio informativo, così da aiutare i consulenti a conoscere il cliente in modo approfondito e ad accompagnarlo nell’investimento più corretto. È necessario valorizzare i dati e abilitare approcci matematici a supporto dei processi decisionali, al fine di massimizzare la probabilità di raggiungimento degli obiettivi attesi dal cliente e consolidare, di conseguenza, il rapporto di fiducia con il proprio consulente.



Per superare la sfida, in ORS puntiamo su un approccio sistemico. La nostra soluzione di wealth management consente di aggregare dati provenienti da fonti eterogenee per condurre un’analisi consolidata del patrimonio del cliente e definire le strategie più adatte alle caratteristiche dell’investitore, per tipologia e volumi.

Siamo partiti delle esigenze della clientela private, per arrivare oggi a una piattaforma unica per la consulenza finanziaria capace di offrire servizi evoluti anche ai clienti retail o ai family office, che hanno la necessità di gestire, accanto a una asset allocation che comprende asset finanziari e non, anche le problematiche tipiche dei contesti famigliari.



 

A partire dal patrimonio consolidato, il consulente può implementare una strategia di investimento grazie a workflow personalizzati, con gradi di automazione differenti, che permettono non solo di conoscere il cliente, ma anche di relazionarsi con lui in modo snello, per esempio attraverso strumenti di web collaboration, con cui condividere e sottoscrivere le proposte di investimento in tempo reale.

Per noi, l’applicazione dell’intelligenza artificiale deve essere qualcosa di tangibile e immediato. Per questo abbiamo individuato alcune innovazioni capaci di portare l’AI nei processi finanziari senza necessariamente stravolgere soluzioni e sistemi preesistenti: dieci idee per una nuova concezione di asset allocation & portfolio optimisation, del risk management, della pianificazione finanziara, dello stock picking, in grado di definire la migliore Next Best Action possibile. Soluzioni che abbiamo costruito unendo la nostra esperienza multisettoriale – che spazia dal finance, all’energy, al retail – alla collaborazione con le altre realtà di Deda.

In sinergia con le altre aziende dell’Hub Finance & Data del Gruppo, abbiamo infatti costruito la Deda Data Platform per descrivere il nostro approccio alla Data Intelligence e la Deda Financial Platform, dove la consulenza wealth tech dialoga, grazie all’AI, con i diversi ambiti di competenza infragruppo, per fornire un servizio sempre più globale, ampio e, al tempo stesso, sempre più personalizzato.