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Avvicinare la Sanità ai cittadini

Con il digitale, il Sistema Sanitario evolve per rispondere alle nuove esigenze della società. La terza e ultima puntata della rubrica “L’Italia che cambia: insieme per la ripresa”

 

La Missione 6 del PNRR si pone come obiettivo la digitalizzazione e innovazione del Sistema Sanitario, non solo per ottimizzare i processi, ma soprattutto per avvicinare la Sanità ai cittadini, le cui esigenze si sono evolute nel tempo, riguardando non solo la cura ma anche la prevenzione. 

Come rispondere a queste nuove richieste e necessità attraverso il digitale? Ne ha parlato, durante la terza e ultima puntata della rubrica “L’Italia che cambia: insieme per la ripresa”, realizzata da FPA con Dedagroup Public Services, Fabio Meloni, CEO di Dedagroup Public Services, insieme a Concetta Ladalardo del Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Animale della Regione Puglia, Marco Frassoni, del Dipartimento tecnologie dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento e Massimo Veglio, Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale CN2 di Alba-Bra.

La sfida per la Sanità oggi si sviluppa su più fronti” afferma Fabio Meloni. “Da un lato c’è la necessità di garantire trasparenza ed efficienza nella gestione, per un controllo sempre più preciso della spesa. Dall’altro, innovare servizi coerentemente con i cambiamenti demografici, e quindi con i cambiamenti delle esigenze della popolazione. Le tecnologie digitali sono chiamate ad abilitare un nuovo paradigma che concili queste esigenze di governance efficace con l’innovazione dei servizi”. 

Il PNRR, con la sua spinta alla digitalizzazione è, quindi, la grande occasione per realizzare quel cambiamento decisivo invocato da molto tempo: un’integrazione di dati e processi fluida, senza che sia l’assistito a doverla realizzare manualmente. È questa la promessa delle piattaforme nazionali – il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e la Piattaforma Nazionale di Telemedicina – che divengono così elementi abilitanti molto potenti, perché possono garantire standard di classificazione, di archiviazione delle informazioni e di interoperabilità, dando modo alle regioni di sviluppare ecosistemi coerenti di erogazione e gestione delle prestazioni, perfettamente integrati anche a livello nazionale.