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Il digitale per riparare la supply chain infranta dalla pandemia

Consulenza end-to-end, da SAP alla Customer Experience

 

La digitalizzazione dei processi aziendali può scongiurare il riproporsi della crisi di approvvigionamento di materie prime e semilavorati.

L’approccio end-to-end di Derga garantisce le conoscenze di contesto necessarie alla personalizzazione della nuova supply chain fino ad arrivare al cliente finale del cliente.

Pandemia e crisi di approvvigionamento


La difficoltà di approvvigionamento di materie prime e semilavorati ha assunto ormai i contorni di una vera e propria crisi. La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto nefasto sulla produzione globale e gli effetti - carenze di articoli in stock e prezzi in rapida crescita - si iniziano ad avvertire in modo preoccupante. Le prime conseguenze, in realtà, hanno addirittura preceduto il primo lockdown italiano.

Da febbraio 2020 si avvertono i problemi di approvvigionamento. Anche se parzialmente mitigati dal calo di consumi conseguente alle chiusure in tutta Europa, questi diventano chiari oggi, che la ripresa in termini di domanda dei mercati è evidente.

La brutta notizia è che la situazione non è destinata a risolversi in breve tempo. Secondo le previsioni del World Economic Forum, le ripercussioni si faranno sentire per quasi tutto il 2022, anche perché tecnicamente la pandemia non è terminata come non lo è nemmeno la politica ‘zero covid’ cinese. 

 

Se non ci saranno nuove emergenze globali nei prossimi mesi, il commercio mondiale dovrebbe tornare in piena forma per l'inizio del 2023, ma quel che è certo è che sarà un mercato strutturato in modo diverso da prima.

Secondo i dati del report Assintel 2021, in Europa 2 aziende su 3 hanno dimostrato di non essere attrezzate con framework di continuità e resilienza sufficienti per affrontare la crisi. La loro prima esigenza è, quindi, quella di ridisegnare la supply chain in modo che sia più flessibile e resistente nel caso si presentassero nuove situazioni di emergenza, avendo cura di ottimizzarne gli snodi a monte e a valle, così come di garantire la solidità dei vari interlocutori che ne fanno parte.

La pandemia ha però reso sensibile il mondo produttivo anche su altri aspetti. Sempre secondo Assintel, infatti, più della metà delle aziende italiane ha manifestato l’esigenza di nuovi modelli di interazione con il cliente e di piattaforme per la vendita diretta dei prodotti o servizi. Da queste nuove necessità emerge chiaro il bisogno di un contatto diverso considerando anche che la chiusura durante il lockdown dei punti vendita di alcuni settori ha portato necessariamente un cambiamento nelle modalità di interlocuzione con la propria clientela.

In questo contesto, il digitale è lo strumento fondamentale per aumentare resilienza, proteggersi dalla volatilità dei mercati ed è un ottimo supporto per gestire una supply chain in continuo affanno e per creare nuove interazioni col consumatore. Il ricorso a strumenti digitali offre, inoltre, una migliore possibilità di gestione e di pianificazione del ciclo produttivo e l’eliminazione di intermediari nella distribuzione.

Quando parliamo di aziende, il cuore che ne muove l’attività è rappresentato dai sistemi gestionali estesi, evoluti in questi anni da semplice “deposito di dati e processi” a motore di un’innovazione in continua accelerazione.

 

Sempre più aziende hanno compreso la necessità di avere processi e soluzioni operative dinamiche, flessibili, veloci e in grado di supportare il cambiamento non solo interno ma anche dell’ecosistema esterno dettato dai nuovi concetti di supply-chain nati per sintetizzare la trasformazione delle catene di valore e fornitura tradizionali.

La pandemia non ha fatto altro che dare una spinta ulteriore al cambiamento, accendendo i riflettori sui difetti strutturali odierni e sottolineando la necessità di adeguare le proprie infrastrutture IT a nuovi modelli di business digitali.

È proprio in tale contesto che la sincronizzazione digitale dei processi - e la revisione in tale ottica dei sistemi - può far la differenza. Se tale approccio è applicato avendo a mente l’intera catena, le aziende possono rispondere in modo più puntuale a molteplici esigenze, di ottimizzazione della produzione, per esempio, così come di mantenimento delle promesse verso il cliente finale.

 

Consulenza end-to-end, da SAP alla Customer Experience

 

In Derga Consulting lavoriamo per portare valore sui processi dei clienti e facilitare la trasformazione digitale del business stesso, attraverso strumenti in grado di creare nuovi modelli di impresa intelligente. In questo momento, per esempio, stiamo ridisegnando tutte le supply chain con tutti i fornitori e nel medio periodo vedremo l’aumento di efficienza e produttività che questo rinnovamento comporta.

Ci crediamo perché abbiamo alle spalle ampie esperienze progettuali maturate nel corso di 25 anni di attività dedicati ai sistemi gestionali e alla suite ERP certificata da SAP.

Fino ai primi anni 2000 eravamo puri implementatori dei prodotti SAP, il che vuol dire che abbiamo implementato i software adattandoli al contesto d’uso. Questo richiede competenze profonde di tutta la catena e ciclo produttivo: tecniche, di processo e relative al mercato geografico in cui opera l’azienda. Ci siamo focalizzati su alcuni settori – food&beverage, largo consumo, manufacturing e utilities – e determinate aree geografiche: Italia e Paesi di lingua tedesca.

Abbiamo seguito le evoluzioni del mercato e oggi il nostro approccio è diventato ancor più ampio, e quindi più delicato e difficile ma anche più strategico per i nostri clienti, nella misura in cui cerchiamo di soddisfare le loro richieste innescando una trasformazione che coinvolga anche il loro core business.

Con SAP abbiamo progressivamente ampliato l’ambito delle nostre expertise con la Business Analytics, fino a giungere agli ultimi sviluppi legati all’Industry 4.0. Da dieci anni siamo entrati a far parte del Partner Executive Committee di SAP, il che vuol dire avere informazioni in anticipo e così poter capire a fondo la strategia di SAP e come l’innovazione si riflette sul mercato.

 

Oggi non siamo più semplici implementatori, siamo diventati veri e propri “trusted advisor” per i nostri clienti corporate. E abbiamo esteso il range della consulenza non solo ai sistemi gestionali e a tutto quello che sta a monte di un prodotto o di un servizio ma anche alle soluzioni di Customer Experience, e quindi al rapporto tra il nostro cliente e i suoi clienti, cioè i consumatori finali.

 

Questo ampliamento, che ci permette di servire la vita dell’azienda end-to-end, è in larga parte merito della sinergia sviluppata con Deda Digital, l’azienda specializzata in soluzioni per la customer experience che sfruttano le ultime frontiere delle tecnologie digitali, in particolare per processi CRM e E-Commerce. Soluzioni che abilitano la cosiddetta ‘experience economy’ che modifica, cioè, il prodotto in base al feedback dei clienti, aiutando le aziende ad adattare il proprio offering attraverso uno scambio diretto con i consumatori. Si innesca così un circolo virtuoso che rimette in gioco le idee per migliorare i prodotti e i servizi sulla base di uno scambio puntuale che, in alcuni casi, può anche arrivare a essere one-to-one. 

Al tempo stesso, la capacità di migliorare la relazione con i clienti finali offre la possibilità di rivedere i processi di produzione e di distribuzione, insieme a quelli della catena di fornitura.

 

Ed è in questo modo che la capacità di connettere in modo fluido e trasparente back-end e front-end assume più valore: possiamo supportare i clienti nella ottimizzazione dei sistemi e dei processi leggendo l’intera organizzazione – e tutte le sue componenti dipartimentali – attraverso una unica lente: usare le informazioni per allineare ciò accade a monte e a valle della catena, avendo sempre chiaro il focus attorno alla capacità di soddisfare le esigenze del cliente finale. 

 

I tre livelli di analisi

 

Siamo impegnati a rispondere alle esigenze di business vecchie e nuove dei nostri clienti sulla base di un modello che considera tre livelli di analisi per spingere al massimo l’integrazione e la migrazione dei sistemi.
Il primo consiste in un sanity check del sistema esistente. Analisi fondamentale a prescindere dalla decisione sul quando intervenire.

In una seconda fase, l’azienda elenca le proprie criticità con la considerazione degli elementi raccolti e della loro valutazione in una logica di best practice. Qui si tratta di cogliere e far comprendere le chiavi di volta del processo in modo che tutto il top management condivida i diversi aspetti del progetto e non lo recepisca solo come un costo, ma come un beneficio per il business.

Il terzo livello di analisi è il confronto con lo stato dell’arte aziendale che porta a disegnare una mappa di trasformazione. L’output è un piano di lavoro e una valutazione economica dei costi e dei benefici.
Al di là della suddivisione in sé e per sé, ci sono poi diverse modalità di approcciarsi al cliente che mutano a seconda delle sue specificità. 

Il nostro modello di consulenza e i livelli approfonditi di analisi vanno oltre una collaborazione di superfice ma è, al contrario, dedicata e delicata e passa attraverso una conoscenza, potremmo dire quasi ‘intima’ coi processi del cliente. Per far questo è fondamentale capire bene esigenze e ambizioni.

 

E quando le idee non sono sufficientemente chiare, il nostro compito è di aiutarli a capire e focalizzare il percorso da intraprendere grazie ad advisor specializzati che applicano i principi del design thinking, in base ai quali prima si trovano le aree di interesse, poi si individuano le criticità e infine si studia come risolverle.

Al tempo stesso, questo approccio ci consente di ipotizzare nuovi modi di affrontare tematiche chiave, come la sostenibilità per esempio: lavorando con aziende che provengono da tanti settori diversi, e adottando una metodologia creativa alla revisione dei processi, possiamo affrontare tale argomento da molti punti di vista, non solo ambientale ma anche finanziario.

 

Il futuro da advisor e sviluppatori

 

Da una parte saremo sempre implementatori, perché è la nostra storia. Ma il ruolo di partner SAP è destinato a evolversi verso quello che sarà lo sviluppo congiunto del prodotto

Oggi SAP produce software standard in modalità cloud che devono poi essere calati nella realtà aziendale. Il ruolo del partner è di rappresentare le specificità aziendale e nel cloud il partner diventa un collaboratore per lo sviluppo di software che risponde a esigenze sempre più specifiche che il prodotto standard non può avere. Quindi diventeremo sviluppatori di software da offrire con ogni probabilità in uno store: esattamente come accade per le piattaforme mobile Android o iOs, ci sarà un SAP store con le app per le industry specifiche che verranno rese disponibili out of the box. 

Oltre che verso lo sviluppo software, il mercato ci porta anche a proseguire nel percorso che ci ha fatto diventare “trusted advisor”.

Siamo sempre più pronti a trasformare le aziende dal punto di vista organizzativo, supportandole per individuare e cogliere le migliori opportunità tramite un approccio che tiene in considerazione tutte le fasi di vita aziendale, dalla gestione delle risorse e del ciclo di produzione, alla distribuzione fino al rapporto con cliente finale. Un approccio completo che considera la business transformation stessa un servizio completo, semplificato e adattabile alle richieste del cliente. 

Ed è su questa linea di pensiero che si inserisce il nuovo scenario per la business transformation RISE with SAP:  l'offerta per la trasformazione in impresa intelligente attraverso un sistema di interazione semplificato e un percorso guidato lungo l'intera trasformazione aziendale. 

Sarà possibile, così, pianificare l’operatività dell’azienda in tempo reale e ottenere dati di elevata qualità grazie a un unico livello semantico, un solo accesso a una delle reti di business più grandi del mondo, comprese quelle dei fornitori, logistica e asset intelligence di SAP e consentendo ai clienti di gestire tutta la supply chain per reagire più rapidamente alle mutevoli condizioni di mercato. 


 

Alexander Gallmetzer
CEO, Derga Consulting